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Apr 12 2010

Bardo “Il Risveglio dal Sogno”

category: Corsi author:

B A R D O    T H O D O L

IL RISVEGLIO DAL SOGNO

I    LEAVE    YOU    MY    DREAM

O S H O

Never Born

Never Died

Only Visited this

Planet Earth between

Dec. 11 1931 – Jan 19 1990

*

Il Risveglio dal sogno

Abbandonando ogni orrore, ogni paura, ogni terrore di tutti i fenomeni, possa io riconoscere ogni cosa che mi appare come una mia forma*pensiero.”

Dal Libro Tibetano dei morti

Il Bardo Thodol o Todrol fa parte di una serie di Insegnamenti del Maestro Buddista Padmasambhava, vissuto nell’VIII secolo. L’Insegnamento è stato adattato per l’uomo contemporaneo dal Maestro dei Maestri Osho, di cui Vedanta,  Master Osho neo Reiki Prem, è Canale.  La parola Bardo significa, transizione, quello stato intermedio tra il completamento di una esperienza e l’insorgere di un’altra. I Testi Sacri furono sepolti sui monti Gampo, nel Tibet centrale con altri Testi di grande importanza e sono anche chiamati “Terma” o “Tesori nascosti”. Padmasambhava trasmise il potere di scoprire i Terma soltanto ai suoi discepoli più vicini e i testi del Bardo furono divulgati da Karma Lingpa, incarnazione di uno di essi, nel XIV secolo. Ma non è sufficiente leggere i testi o ascoltare i nastri del Bardo, occorre un Maestro o un Lama dedicati a questa Trasmissione.  La Trasmissione può avvenire se l’Uno, la non dualità è conosciuta, l’Uno è chiamato Purusha, pura esistenza, pura essenza, “colui che è”. Il Vedanta ne parla come la matrice di tutto il creato. Il Bardo previene la scelta “accidentale” e guida l’anima nella direzione giusta.

“Fui ospite durante alcuni anni dai Lama Tibetani più importanti, rifugiati al Castello di Pomaia in Toscana per salvarsi dagli attacchi cinesi.  Discepola di Lama Yesce e Lama Ghesce Ciampa Ghiatso, fui Iniziata ai Grandi Insegnamenti del Bardo Thodol e alla Madre Universale: Tara Verde.
Negli anni ’82 , al rientro da un lungo ritiro nel Castello di Pomaia, nel tentativo di salvare mia figlia da una setta giapponese,  fui attaccata da forze oscure, subii un gravissimo incidente, in seguito al quale rimasi per 21 giorni in coma, trasformato in Samadhi. Per alcuni mesi , priva della capacità di verbalizzare e di camminare, la mia Anima viaggiava al di là della barriera che separa i vivi dai morti e ancora oltre:

“Nel mondo della Pura Energia Universale”
Conobbi fuori dal corpo fisico, i segreti dell’Universo e fu durante questa straordinaria esperienza, mentre il mio corpo fisico (33 kg) giaceva immobile all’ospedale, che incontrai l’Energia dell’Illuminato Osho.
Al rientro da questo straordinario viaggio nell’infinito, ripresi le mie funzioni cerebrali e motorie grazie all’aiuto meraviglioso di uno staff di medici e Operatori di Medicina tradizionale e Olistica: Osho neo Reiki, Zen Past Lives Healing (vite passate e traumi), Primal (traumi prima della nascita e infanzia), Bardo, Fiori di Bach, Aura Soma e alla base le Meditazioni Vipassana, Zazen e Kundalini, eccetera.
Questa straordinaria esperienza mi porterà alcuni anni dopo a divenire Discepola e Devota del Maestro dei Maestri Osho, il quale mi offre gli Strumenti per riconoscere e completare il mio Risveglio e in seguito aiutare gli altri in cammino verso Casa, creando una Scuola di Dharma Puro
Dal mio punto di vista, la Conoscenza del Bardo Thodol è paragonabile alla patente di guida che tutti dovremmo avere! Noi siamo abituati a fornirci gli strumenti necessari per guidare l’automobile fisica, nel mondo della materia, ma quando i Grandi Mistici ci indicano “la patente” per destreggiarci con il veicolo, a cui tutti siamo destinati, allora siamo perplessi, non siamo abituati a ragionare nello stesso modo per le cose che riguardano la nostra vita nel corpo Spirituale. Di fatto questo comporta la continua rinascita nei veicoli fisici, o tremende esperienze durante il viaggio fuori dal corpo, perché semplicemente non abbiamo le Istruzioni necessarie per condurre a Buon Porto il ns. veicolo Spirituale. Il Buon Porto è l’Illuminazione completata come i più Grandi Maestri: Osho, Gesù,  Lao Tzu, Buddha e in corpo femminile Tamo San, Meera, Rabiya,  ecc.”

Quando il corpo di un uomo realizzato s’incontra con la morte ed il sistema nervoso cessa infine di funzionare, il Sè rimane stabile nel Suo Dharma, il dharma eterno dell’Essere, mentre la sfera dei tre Guna continua nel suo dharma di mutamento continuo, trasformando il corpo morto nei suoi diversi elementi costitutivi. In tal caso,  morte significa soltanto cessazione dell’attività individuale, che lascia il Sè nel Suo stato illimitato di libertà eterna. Una tale morte è semplicemente una silenziosa dichiarazione di mancanza di ritorno, mancanza di ritorno nel ciclo delle nascite e delle morti. Quando il Signore dice: “Meglio è la morte nel proprio dharma.” Egli non stà magnificando la morte; stà soltanto stabilendo un principio, quello di raggiungere quello stato dell’Essere eterno in cui la morte perde il suo significato infelice.”

Brano tratto da Bhagavad*Gita di Maharishi Mahesh Yogi

L’Insegnamento del Bardo Thodol  è suddiviso, in questa Scuola, in Tre livelli più Uno,  ma per chi desiderasse semplicemente utilizzarlo per sè stesso è sufficiente il Primo Livello. Gli altri Livelli sono per coloro che lo utilizzano in terapia o per Maestri.

Il Primo Livello è l’inizio della Conoscenza del viaggio e delle sue reali difficoltà e ostacoli. Conoscenza delle proiezioni e dei Loka (mondi) intermedi astrali e superiori nel mondo della Beatitudine. Confronti con i Bardo Individuali, confronto con il gruppo, nel caso di partecipazione a Seminari. Risoluzione karmica con i parenti trapassati e antenati del nostro Albero genealogico individuale. Conseguente importante aiuto ai nostri amici e parenti che attendono, nei Regni intermedi dello Spirito, un aiuto concreto per evolvere in altre Dimensioni di Luceamore o reincarnarsi adeguatamente. Viene compresa la Legge dell’interdipendenza fra coloro che vivono nel corpo spirituale e il parente o l’amico rimasto nel corpo di materia sul piano fisico, visibile. Questioni karmiche di difficile soluzione che, se risolte alla Luce della Consapevolezza del Bardo, portano infinita Pace e Amore incondizionato. Differenze fra coma, Satori e Samadhi.

Lasciarsi andare:

Arrendendosi alla gravità e scivolando dalla foglia, la goccia perde la sua precedente identità e si unisce alla vastità dell’acqua sotto di lei. Possiamo immaginare che prima di cadere, deve aver tremato, sospesa sul limitare della soglia tra conosciuto e inconoscibile. Qualcosa di più grande ti aspetta, ci sono nuove dimensioni da scoprire. Ora hai superato il punto di non ritorno, e la gravità stà facendo il suo lavoro.  Accompagnati a lei…rappresenta la Liberazione.

Nell’Esistenza non esiste nessuno che sia superiore e nessuno che sia  inferiore. La foglia d’erba e la stella più grande  sono assolutamente uguali…ma l’uomo vuole conquistare la natura, vuole essere superiore agli altri, pertanto deve lottare in continuazione. Tutte le complessità sono frutto di questa lotta. La persona innocente è qualcuno che ha rinunciato a lottare: non è più interessata a essere superiore, non le interessa più recitare, dimostrando di essere qualcuno di speciale. E’ diventata simile a una rosa, o come una goccia di rugiada su una foglia di loto…è qualcuno diventato parte di questo infinito, si è fuso, dissolto, unito con l’oceano, ed è solo un’onda; non ha più alcuna idea dell’io. La scomparsa dell’io è innocenza.” Osho Brano tratto da “I Tarocchi Zen di Osho” Ed. Lo Scarabeo

Il Secondo Livello è l’approfondimento della Conoscenza delle Luci colorate o Corpo di Arcobaleno e delle relative Dimensioni connesse,  del  modo corretto  di affrontare le situazioni di Bardo fuori dal corpo di materia. Nel Bardo siamo anche in questo momento, la vita e la morte non sono separate. Il Bardo è sia una conoscenza per la vita che per la morte, in quanto esse sono un’unica energia. Nel chonyi bardo, dopo che la morte è avvenuta, sperimenteremo le proiezioni della mente, le scambieremo per la realtà (come spesso succede anche nella vita e nel sognare) e ne proveremo dolore e spavento. Ora, nel kye ne, o bardo della vita, siamo sempre alle prese con le stesse proiezioni nostre e degli altri su di noi, soltanto ad un livello diverso di densità e intensità. Questa che noi percepiamo come realtà esterna non è altro che una rappresentazione di ciò che accade dentro di noi e particolarmente di tutto ciò che abbiamo relegato nell’inconscio e non vogliamo riconoscere. Vita e morte sono parte dello stesso processo, l’una non esiste senza l’altra. Osho spiega con molta chiarezza che l’arte di morire è inseparata dall’arte di vivere, e che in realtà se noi viviamo con totalità ogni istante della nostra vita ci stiamo preparando a una morte meravigliosa. Perchè il grande segreto è vivere nel momento Presente, consapevoli che il quieora è l’eternità stessa. A mano a mano che questa Meditazione sublime, che è anche l’ultima delle meditazioni, viene sperimentata ci rendiamo conto che l’eternità non è un concetto, ma un esperire la Totalità del momento presente. In ogni istante moriamo e rinasciamo dicono i Lama Tibetani, ma di questo continuum si accorge soltanto colui che medita e che ha imparato a cogliere l’istante e a riconoscere in esso l’esistenza priva di morte. Quando l’abbraccio fra vitamorte è avvenuto in quell’attimo di illuminazione, possiamo percepire che la morte non esiste per l’Essere. Solo la manifestazione del corpo che è abbandonato dallo Spirito muore, ma Tu non puoi morire. Se siamo illuminati, cioè se conosciamo realmente quello spazio per esserci entrati, non ci incarneremo ancora, oppure se ritorneremo sul Pianeta Terra sarà per adempiere a una Missione speciale, gli Avatar per esempio o i grandi Maestri come Osho, Gesù, Buddha, Lao Tzu ecc. In tutti gli altri casi la ruota della reincarnazione ricomincia da capo. Questo lo insegna Osho, ma per quanto mi riguarda conosco in via diretta questa Sua affermazione, per aver ricordato le mie altre morti e rinascite. Semplicemente ne sono testimone. Nel viaggio durante il Bardo in un certo senso si ripetono alcune esperienze che non abbiamo saputo affrontare consapevolmente durante la nostra vita fisica. Ma in realtà questo stesso istante, mentre io scrivo e tu leggi, siamo nel Bardo. Sono ancora poche le persone che si dedicano a questa ricerca, perchè poche sono le persone mature in questo senso. Per chi è cresciuto con il condizionametno cristiano questa ricerca sembrerà assurda. Il condizionamento della religione cristiana, oggi, non rispetta affatto l’Insegnamento Reale di Gesù l’Esseno, ma una sua rappresentazione allegorica e piuttosto fantasiosa, e questo fà si che ci siano molti credenti e pochissimi ricercatori. La differenza è enorme. Il ricercatore della verità indaga, scopre, si mette in gioco non crede perchè è intelligente, ricerca dentro di sè la Verità e rende reale l’Insegnamento di Gesù: “Il Regno di Dio è dentro di te” cioè la Meditazione. Entrare nel Tempio non è andare in chiesa semplicemente, ma entrare dentro di sè, la ricerca non è sui libri, ma nel Libro e il Libro dei Libri è dentro di te. Questo è il senso della ricerca, non è un’imitazione dei Maestri, ma una reale comprensione ed esperienza delle loro parole, misteriose, verticali. Allora vita e morte sono abbracciate e la crocifissione della personalità avviene naturalmente, perchè ci si unisce alla Verità che si è scoperto in prima persona e non ai racconti per credenti. Lo Zen non è per credenti che si accontentano di favole o verità di seconda mano, il credente è come un bambino, ma bisogna crescere e crescere significa andare alla ricerca della Verità che siamo. Un Maestro della grandezza di Osho ti può rivelare l’infinito, ma poi ci devi entrare tu stesso con le tue forze. Osho non ha mai creato seguaci, ma discepoli disposti a sperimentare a imparare e condividere il suo Essere sempiterno. Il viaggio è dapprima dentro di te, mentre siamo nel corpo fisico, i colori di cui parla il Bardo Thodrol sono sperimentati quando entri in profondità e il Terzo Occhio si manifesta in una gamma di colori, che sono i colori del mondo Astrale. Fino a che ti succederà quello che è accaduto a me, vedrai un Sole, un sole simile a quello esterno, sappi che quel Sole sei Tu in quanto Sè sempiterno.

“…Amato Maestro, sebbene sia stato con te per 10 anni, mi sono sentito così ignorante di fronte a quell’uomo che si rivelò pronto a lasciare andare ogni cosa con tale e tanta fiducia, con una chiarezza e una pace profondissime.

Osho:

“L’esperienza che hai vissuto, è sempre possibile, allorchè qualcuno stà morendo. E’ necessario solo un pò di attenzione: quell’uomo morente era consapevole…e non occorre molta consapevolezza, per fare questa esperienza. Nell’istante della morte, il tuo corpo fisico e il tuo corpo spirituale iniziano a separarsi. Di solito essi sono così confusi l’uno nell’altro che non riesci ad avvertire la loro separazione. Ma nell’istante della morte, proprio poco prima che la morte accada, i due corpi iniziano a perdere  la loro reciproca identificazione: a quel punto le loro strade si separano; il corpo fisico ricade nel corpo fisico, che si disgregherà negli elementi fisici, il corpo spirituale si orienterà verso un successivo pellegrinaggio che lo porterà verso una nuova nascita, una nuova forma, un nuovo ventre.

Solo in Tibet è stata sviluppata l’arte di morire…nel resto del mondo si è tentato di evolvere solo l’arte di vivere. Il Tibet è il solo paese nel mondo intero, in cui siano state sviluppate, nei minimi, dettagli, la scienza e l’Arte di morire. Questo è il “Bardo”. Se, il vostro amico, avesse conosciuto il Bardo e i suoi passi, quella sarebbe stata la sua ultima vita. Nel “Bardo”, viene definita “La morte Suprema”, perchè a quel punto, non sarebbe più rinato in un’altra forma, in un’altra prigione; sarebbe divenuto parte della Consapevolezza eterna, oceanica che ricolma l’intero Universo. Dunque ricordalo. Può accadere a molti di voi: potreste trovarvi con un amico, o un parente, con vostra madre o con vostro padre. Mentre stanno morendo, aiutateli a comprendere due cose: innanzitutto, che essi non sono il corpo fisico, e chi stà morendo lo riconosce con estrema facilità. In secondo luogo, una cosa un pò più difficile, ma un uomo che riesce a riconoscere la prima, con molte probabilità riuscirà a riconoscere anche la seconda: egli non è neppure il secondo corpo, è al di là di entrambi. Osho Brano tratto da:”The Razor’ s Edge” 26 febbraio 1987, sera dal libro “Morte: La grande finzione” Osho Rajneesh

Il Terzo Livello riattraversando l’Insegnamento e confrontandosi con gli altri nel caso di Seminario, avremo appreso le differenze, avremo appreso il gioco delle proiezioni e la funzione Reale delle Luci Colorate. Saremo in grado, non solo di Osservare il ns. Bardo (viaggio oltre il corpo fisico), ma di guidarlo opportunamente per una Rinascita Consapevole e mirata. Crescere in consapevolezza significa uscire dal circolo vizioso orizzontale e vivere ogni istante con intensità, questo prepara a una morte consapevole.

Ma occorre un Maestro che ti aiuti a orientarti, la mia funzione è di Tramite Osho neo Reiki Prem, nei Percorsi sperimenterai la Quarta Dimensione che è il ponte fra la dimensione orizzontale a cui sei abituato e quella verticale. Senza una Guida è molto difficile, arduo. Io stessa sono Guidata dalla Consapevolezza Oceanica e a mia volta accompagno il discepolo nella sua esperienza della Realtà. Il mondo interiore è una giungla, i mondi dell’Astrale sono infiniti quante sono le menti, essendo essi una creazione della mente stessa ti puoi perdere. Ecco perché Osho ha preparato Maestri Osho neo Reiki Prem della mia qualità, di purezza del Cuore, per aiutare coloro che ancora brancolano nel dubbio e nell’inconsapevolezza. Semplicemente laddove è ancora buio nella tua coscienza la mia Lampada ti fà luce, senza interferire nel tuo processo di crescita, ma accompagnandoti dolcemente.

Il Quarto Livello Possiamo ora tentare di non riprendere altre rinascite in un corpo fisico, ma di lavorare al completamento del Risveglio.

Una storia Zen

“Prima che il Maestro Zen Ninakawa morisse, un altro Maestro Zen,  Ikkyu, gli fece visita. “Posso guidarti io?” gli chiese Ikkyu. ninakawa rispose:”Sono venuto qui da solo e me ne andrò  da solo. Che aiuto potrestri darmi, tu?” Ikkyu gli spiegò:”Se pensi veramente di essere venuto qui e che ora te ne andrai veramente, se pensi di arrivare e poi di andartene, queste sono illusioni tue. Lascia che ti mostri la Via sulla quale non ci sono ne arrivi ne partenze”. Ikkyu, con le sue parole, aveva svelato la Via in modo tanto chiaro, che Ninakawa sorrise e, senza pronunciare una parola, annuì e morì.” Osho dal Sacro Fuoco

Diciamo che il Quarto Livello è riassunto in questa bellissima storia Zen. Per colui che è alla ricerca della verità anche la morte è un’occasione per crescere in consapevolezza e per colui che non è alla ricerca della verità, nemmeno la vita è un’occasione di crescita. La maggioranza delle persone vive inconsapevolmente la vita e muore inconsapevolmente, ritorna in modo accidentale dentro un utero, e la ruota del samsara continua a girare.

A meno che non prendi in mano la tua vita e decidi di voler imparare dai Maestri, dagli Illuminati nessuna trasformazione reale potrà accaderti, resterai sempre lo stesso di vita in vita. Se invece decidi di diventare esistenziale allora il sannyas fa per te, esso è lo sforzo di mutare la tua vita accidentale in esistenziale, è uno sforzo per diventare consapevole, per risvegliarti. Questa Scuola è per risvegliare in te la consapevolezza, ti occorre una Guida per la vita e per la morte e qui la Regia è del Maestro Osho, io sono un Canale, un Ponte fra l’aldilà e la dimensione terrena. Se in te non accendiamo la Luce, avrai sprecato anche questa opportunità e tornerai nel girone delle incarnazioni, sempre per la stessa ragione: essere un discepolo, cioè imparare dai Grandi Maestri. Solo un Meditatore incomincia a vivere realmente, gli altri continuano ad ingannarsi a illudersi.

Il Primo Livello è adatto a tutti, il secondo a chi vuole adottare e approfondire questa Meditazione nella sua vita, il terzo a coloro che vogliono aiutare gli altri (medici, insegnanti, operatori olistici, operatori sanitari e esseri evoluti.) Il quarto a coloro che hanno conosciuto Dimensioni oltre il sistema corpo-mente e sentono di a vere il potenziale, in questa vita, di Risvegliarsi davvero.

Il Percorso può svolgersi in Sessioni Individuali o in Intensivi.

Saranno presto disponibili i:

“Quaderni del Dharma”

della Collana il Cigno Blu,

dove, per ogni disciplina della Zen Healing School, è raccolta l’Essenza

L’Insegnamento è di aiuto straordinario sia per coloro che sono nel corpo fisico, sia per i nostri cari che hanno lasciato il corpo e che attendono un aiuto. Durante l’Ascolto del Bardo, in questa Scuola, si forma un Cerchio Sacro di invisibili senzienti che circondano il discepolo nel corpo. In questo modo i trapassati che appartengono all’Albero genealogico del meditatore vengono beneficiati e potranno accedere ai mondi di Luceamore superiori. Il tutto si svolge nella Quiete, Pace e Serenità e per colui che sà come abbandonarsi l’Estasi è la risposta.

“La morte è la Soglia nel Divino; è il nome della soglia del Tempio di Dio. Chi medita muore di sua volontà. Esistono due tipi di morte. La prima è la morte comune: tutti muoiono. Questa non è la morte del mistico. La morte comune accade contro di te, vi entri con estrema riluttanza. Non ci vuoi entrare, ti aggrappi alla vita; non ti apri a quell’abbraccio, non sei disponibile a quell’incontro. Ecco perchè continui a lasciartene sfuggire l’essenza. Sei morto molte volte, ma ogni volta eri così ossessionato dalla vita che non hai potuto vedere cosa fosse la morte. I tuoi occhi erano focalizzati sulla vita, ti aggrappavi alla vita. Venivi trascinato via, e il solo modo per completare quel processo è stato renderti inconsapevole. Quando un chirurgo deve operarti, ti fà l’anestesia, per renderti inconsapevole. E’ ciò che la morte ha fatto per secoli, dall’eternità. Se non puoi entrarci con gioia, danzando, scatta l’anestesia implicita all’organismo: prima di morire perde coscienza. Ecco perchè non ricordi le tue vite passate: diventi così inconsapevole, prima di morire, da chiudere quel capitolo. Se una persona riesce a morire consapevolmente, pienamente attenta e presente, ricorderà le sue vite passate. E’ così che l’India ha scoperto che non esiste un’unica incarnazione: abbiamo vissuto milioni di volte. Nessuno di voi è nuovo su questa Terra, siete tutti pellegrini antichi nel tempo; ma ogni volta siete morti profondamente riluttanti, inconsapevolmente, di conseguenza avete dimenticato ogni cosa. Il mistico muore volontariamente. E muore prima che la morte effettiva accada, muore in meditazione. Gli amanti conoscono un pò questa morte, poichè il cinquanta per cento dell’amore è morte. Ecco perchè l’amore è vicinissimo alla meditazione. Gli amanti conoscono qualcosa dello stato meditativo, inconsapevoli di essersi imbattuti in esso. Gli amanti conoscono il silenzio, l’immobilità; conoscono l’assenza di tempo, ma è qualcosa in cui si sono imbattuti, non è parte della loro ricerca essenziale.  Il mistico vi si immerge in totale consapevolezza, deliberatamente. La meditazione è una morte assoluta, volontaria: si muore in se stessi. Prima che la morte si presenti, il mistico muore; muore ogni giorno. Ogni volta che medita, si immerge nella morte; raggiunge quelle vette, quegli abissi e, piano piano, via via che la meditazione diventa naturale, inizia a vivere la morte. A un certo punto, ogni istante della sua vita è anche un istante di morte; a ogni istante muore al passato e resta fresco, poichè morendo al passato diventa vivo rispetto al presente. Muore continuamente e resta fresco come una goccia di rugiada, oppure come una foglia di loto all’alba. La sua freschezza, la sua gioventù, la sua immortalità dipendono dall’arte di morire. Alla fine quando la morte arriverà effettivamente, non ha nulla da temere, poichè ha conosciuto la morte migliaia di volte. Ne è eccitato, incantato; danza! E’ felice di morire; la morte non crea in lui nessuna paura; al contrario, genera un’incredibile attrazione, una spinta fortissima.  E poichè muore con gioia, morendo non diventa inconsapevole; pertanto conosce l’intero segreto della morte. Conoscendolo, possiede la chiave universale in grado di aprire tutte le porte. Possiede la chiave in grado di aprire la porta di Dio. Inoltre, adesso sa di non essere un individuo separato; l’idea stessa di separazione è stupida. Quell’idea esisteva perchè non era consapevole della morte. Tu pensi a te stesso in quanto ego separato, poichè non sai cosa sia la morte. Se la conoscessi l’ego evaporerebbe. Nel momento in cui l’ego evapora, inizi a sentirti partecipe dell’intera esistenza. OSHO Brano tratto dal libro: “Una risata vi risveglierà” Feltrinelli

Che meraviglia, che meraviglia è così, è proprio così. Lo sò perchè dopo aver conosciuto amanti meravigliosi che mi hanno dato un assaggio nel non tempo, ho abbandonato l’esperire attraverso la sessualità e mi sono dedicata totalmente alla Meditazione, morendo ogni giorno…che meraviglia, che meraviglia…la vita in questo modo diventa eccitante e così l’attesa di lasciare il corpo in modo definitivo è un’attesa piena di curiosità e gioia. L’arte di morire è anche l’arte di vivere. Vivere nella Meditazione è una grande avventura, essere permeati  dal Silenzio è la Grazia. Ogni sofferenza è abbandonata e offerta ai piedi del Maestro, la beatitudine accade quando l’accettazione di ciò che è viene visto dal Testimone: Vedanta.

La morte e la vita sono due polarità della stessa energia, dello stesso fenomeno: l’alta e la bassa marea, il giorno e la notte, l’estate e l’inverno: non sono opposte, non sono separate e neppure contrarie, bensì complementari. La morte non è la fine della vita, anzi è il completamento di un’esistenza, il crescendo di una vita, l’apice, il finale. Ma nel momento in cui avrai compreso la vita e il suo processo, capirai cos’è la morte. La morte è parte integrante e organica della vita, e ne è profondamente amica; senza la vita non può esistere. La vita esiste grazie alla morte, la morte crea lo sfondo; in realtà la morte è un processo di rinnovamento e accade anch’essa in ogni istante, così come si manifesta la vita. Poichè quel rinnovamento è necessario in ogni istante…quando inspiri e quando espiri, accadono entrambe: inspira ed entra la vita, espira e accade la morte. L’uomo che ha compreso cos’è la sua vita permette anche alla morte di accadere: le dà il benvenuto. Quell’uomo muore ad ogni istante e in ogni istante risorge. La sua crocefissione e la sua resurrezione accadono in continuazione, come un processo, in ogni momento muore al passato e rinasce ancora e di nuovo al futuro.” Osho  Alle frontiere della vita

Osho, mio Maestro e Guida, donandomi il nome Ma Vedanta Prem ha indicato una sintesi circa la mia comprensione del processo non separato della vita e della morte. In Vedanta ritrovo l’essenza della mente nonduale, che unisce in sè i processi della vita e della morte in un unico soffio vitale e in Prem il mio Spirito riposa e agisce nell’amore senza contrario. Ma, che significa Madre al di là del condizionamento biologico, riassume in sè la reale funzione in corpo femminile della Madre universale stessa. Colei che dona l’Insegnamento non duale, che si fà Canale delle forze divine per partorire una vita di beatitudine, nella comprensione dell’impermanenza della materia e dell’eternità dello Spirito. Il femminile è la ricettività, che si lascia inseminare  dai semi di Saggezza dell’Illuminato e ne diviene la Nuova Terra di smeraldo.

“Persino dopo la morte sarò disponibile per la mia gente tanto o tanto poco, quanto lo sono adesso. Dipende tutto da loro. Devi solo rimanere aperto, disponibile. Io sarò lì per aiutarti anche se non sarò nel corpo, potrò aiutarti ancora. Anzi, potrò essere di maggiore aiuto una volta libero dal corpo. La mia consapevolezza pervaderà ogni cosa.” Osho

“Dopo che avrò lasciato il corpo”

Che cosa dobbiamo fare quando muori?

Se mi avete sentito, non c’è nessuna morte. Se appena mi avete sentito, nel sentire stesso la morte è scomparsa. Come posso morire? Quello che potrebbe morire se ne è già andato. Si, il corpo scomparirà, ma io non posso scomparire. Quindi non posso fare una dichiarazione categorica su quello che dovete fare quando me ne sarò andato. Per quelli che sono entrati in contatto con me, non me ne sono mai andato e per quelli che non sono entrati in contatto con me, me ne sono già andato. Dipende da voi se, quando me ne sarò andato, la mia religione rimarrà viva o no. Dipende da voi. Se, quando me ne sarò andato, sentirete che sono lì per aiutarvi, sarò lì per aiutarvi. Per quelli che non sentono la mia mancanza in questo momento non farà molta differenza; quando me ne sarò andato non mancherò a loro, perchè sarò là nel loro cuore, vivo come sempre. Una volta che siete entrati in contatto con un Maestro vivente, quel Maestro vivente diventa il vostro Maestro vivente per sempre. Osho Sufis: The People on the Path, vol I

Che cosa succederà quando lascerai il corpo?

“Mi dissolverò nella mia gente. Proprio come puoi assaggiare il mare dovunque ed è sempre salato, sarai capace di assaggiare uno qualunque dei miei sannyasin e troverai lo stesso sapore: il sapore del Benedetto. Puoi creare un’istituzione morta soltanto quando una filosofia è molto sistematica. Io sono così inconsistente che è impossibile creare un’istituzione morta attorno a me. Tutti i miei sannyasin sono degli individui unici. Non c’è un modo di essere ben definito a cui debbano conformarsi. Non vi stò dando i dieci comandamenti, non vi stò dando delle informazioni dettagliate su come vivere, perchè credo nell’individuo e nella dignità dell’individuo e la sua libertà. Stò preparando la mia gente a vivere gioiosamente, estaticamente, in modo che quando non sarò più nel corpo non farà nessuna differenza per loro. Vivranno ancora nello stesso modo e, forse, la mia morte porterà loro maggior intensità. Mi dissolverò nella mia gente.

Osho The Goose is out

Si, amato Maestro dei Maestri,

Sì, Osho.

Vedanta

Domanda di un discepolo:

Amata Vedanta, quando il corpo muore, che cos’è che si reincarna? La mente, la consapevolezza o cos’altro?

Risposta attraverso Vedanta:

Ciò che riprende una forma fisica è la mente, la quale ha lasciato l’ultimo corpo fisico con desideri o “semi karmici”. Per questo motivo è bene sciogliere i desideri e non reprimerli, così come hanno sempre suggerito le vecchie religioni. Questo perchè quei semi repressi andranno a depositarsi nel subconscio e il Vento del Karma sarà così forte e impossibile da fermare, poichè quei semi*desiderio irrisolti cercheranno la terra*corpo, per essere esauditi. La reincarnazione non è altro che una mente irrisolta che cerca un’altro corpo per tornare a sciogliere i suoi nodi.

Ci sono poi gli illuminati con semi del Dharma e Missioni da portare a termine attraverso la forma fisica, e Illuminati “privi di semi del Dharma” come Osho, Cristo, Buddha, LaoTzu, Meera ecc. Essi hanno terminato la loro Missione, il loro Dharma Cosmico in questo Pianeta e non hanno più necessità di riprendere una forma fisica. Essi operano attraverso i Discepoli*Senzienti i Canali da loro stessi scelti. Non vi è più, per un Illuminato come Osho, ecc, nessun vento karmico o di dharma.

La Consapevolezza non conosce reincarnazione: è mai nata e mai morta. E, per coloro che sono già avanzati nella comprensione, si può affermare che il Cristosss, Energia Universale o Buddha, si incarna una sola volta ed è tutte le forme esistenti nel passato, nel presente e nel futuro. Questo è ciò che Vedo.

Domanda: Amata Vedanta, ma la mente quindi è sempre la stessa ed è individuale? Cioè una mente nasce in un certo momento e poi si perpetua finchè non scompare tramite l’illuminazione di “chi” possiede tale mente? E da dove deriva questa mente, quando nasce?

Vedanta:

Dapprima occorre comprendere che non esiste alcun chi, alcun me, ma soltanto il Vuoto che viene attraversato dai pensieri. La mente è individuale, collettiva e universale allo stesso tempo, ma la mente è Vuoto, ciò che è pieno è lo strumento attraverso cui la mente si manifesta, cioè il corpomente. Il neonato nasce Vuoto di concetti, in seguito immettiamo i pensieri*concetti che appartengono alla nostra cultura e il bambino crederà che siano suoi…Vi sono sette livelli di mente, ma è più semplice comprenderne i tre livelli: individuale, collettiva e universale. Un essere Risvegliato utilizza la nonmente universale e collettiva per farsi comprendere, ma il linguaggio è solo uno strumento del Vuoto per esprimere, nella materia*pensiero l’Universale, che è inespriminile.

Domanda: E’ come se in un certo momento e in un certo luogo una mente nasce ed entra in un individuo. Poi questo individuo se la porta dietro per vite e vite e quando questo individuo si illumina (cioè i suoi desideri scompaiono) questa mente scompare.

Vedanta:

Già! Al suo posto ci sarà la nonmente o Mente universale, dalla quale queste risposte, che ascolto con te, nascono. In quanto Verità=Swarup, è movimento perpetuo, nell’immobilità.

Domanda: Ma quando nasce questa mente? La mia mente per esempio ha migliaia di anni: ma quando è nata? Da dove deriva?

Vedanta:

Quando entri in una Scuola di Risveglio, come la Zen Healing School, Vedanta ti accompagna dolcemente ad una regressione, attraverso Osho neo Reiki Prem e, a mano a mano che sei pronto, aperto, vedi i primordi della tua nascita in quanto mente, in questo universo. Per ognuno il processo a ritroso nel tempo è unico e irripetibile. Siamo nati e morti migliaia di volte, nelle regressioni vediamo solo quelle che permangono ancora nella tua mente e che chiedono soluzione. Riattraversando i traumi di altre nostre esistenze, impariamo  e comprendiamo che:” La morte non c’è”.

Domanda: Ed è la mente che crea l’illusione? Cioè io credo di essere un ego solo perchè ho una mente e quando questa mente scomparirà, anche questo io o sè, (cioè questa identificazione) scomparirà?

Vedanta:

La mente è il sè, l’illusione dell’ego. Il Sè con la S maiuscola o nonsè è ciò che trascende la dualità, il Vedanta=Insegnamento nonduale. Nel Sè superiore o Maestro interiore, resta ancora una identificazione: Essere. Trascesa anche questa illusione di separazione si entra nel nonsè, cioè il Vuoto che non può morire, perchè è già morto da tempo…e ti stà scrivendo…un sorriso.

Domanda: Ti pongo queste domande perchè altri illuminati affermano che “quando moriamo non è il sè che si reincarna”, anche il sè muore. Quando moriamo lasciamo dei ricordi intorno a noi, del dolore, delle sofferenze e tali vibrazioni entrano in qualcun’altro. E perciò quando qualcuno ricorda eventi di vite passate, in realtà non siamo noi che abbiamo vissuto quegli eventi, ma sono queste vibrazioni di altri che sono entrate in noi. Invece chi muore Illuminato non lascia traccia perché è dissolto, non lascia memoria. Solo un non*illuminato espelle qualsiasi tipo di infelicità e desiderio e questo poi contamina chi stà intorno. Quindi non è il tuo passato, ciò che ricordi, ma la memoria di qualcun’altro. Quindi è l’infelicità che si reincarna, ma non esiste qualcuno che si reincarna. Semplicemente perché non esiste “qualcuno”. Non esiste il sé, e se il sé non esiste, come fà un individuo a ricordare il suo sé precedente? Puoi commentare x favore?

Vedanta:

Qesta risposta è vera solo in parte. Osho parla delle sue vite passate e ovviamente sa benissimo di essere stato in quei corpi individuali, perché un Maestro dei Maestri conosce perfettamente le sue passate incarnazioni. Io stessa ho memoria chiara delle mie passate incarnazioni, questo però accade solo a coloro che muoiono consapevolmente, gli altri dimenticano tutto! L’illuminazione però riapre tutte le vite passate e, come quando lasci il corpo e rivedi in pochi istanti tutta la tua vita attuale, così quando mi sono risvegliata (l’ego è morto) ho visto le mie vite, fin dall’inizio, quando ero una Stella della Costellazione dei Rig Veda.

E’ vero altresì che a volte accade che la mente di qualche parente può inserirsi, al momento della morte in qualcun’altro. Le regressioni in Zen Past Live Healing ti aiutano a discernere ciò che appartiene a te veramente e ciò che proviene da altri. E’ una pulizia profonda, affinché il tuo Dharma, il tuo autentico Mandato, possa essere compiuto senza interferenze. Discernere ciò che fà parte delle tue passate incarnazioni da ciò che ha lasciato qualcun’altro in quanto vibrazioni è essenziale. Quando tu e io ci siamo rincontrati ti ho riconosciuto subito, poi sono andata a Vedere a quale mia vita appartenevi e nell’Akasha o Biblioteca universale, mi sono deliziata a rivedere il nostro incontro nell’antico Egitto, ti ricordi che ero il tuo faraone Ameny, vero? risate…

Ma se permetti alla mente universale o non mente di esprimersi, ora che ha appagato la mente individuale e collettiva insita nella domanda, allora il Discorso è il seguente:

“Io sono, perché non sono. In quanto Vuoto, sono tutte le incarnazioni, passate, presenti e future.”

“Le persone che non sono dei meditatori non hanno ancora la capacità di porre la domanda appropriata, non hanno ancora maturato la domanda esistenziale, occorre dar loro il seme, come agli uccellini che non sanno ancora volare, è la mamma che li nutre dando loro dei semi…delle email…degli imput, per aiutarli un giorno a volare e a porre la domanda che è la risposta Reale. Ci vuole molta pazienza, perchè la gente comune crede di sapere e non ha dedicato nemmeno cinque minuti alla meditazione…ma l’egomente è così astuto che crede sempre di aver capito. La guarigione dall’ignoranza è la malattia che in questa Scuola di Dharma curiamo.”

Master Osho neo Reiki Prem

“La vita umana, indifferentemente da quanto successo, fama, ricchezza o potere si abbia, è incompleta se non si intraprende un cammino spirituale! La vita non finisce dopo la morte, ma la coscienza o mente continua nel Bardo. Per questo ci si deve preparare quà e adesso senza rimandare. Intraprendere un sentiero spirituale determinerà la prossima rinascita. Ognuno di noi è un candidato per l’illuminazione. Anche se a questo punto non si raggiungerà l’illuminazione, non si cadrà nei regni inferiori, ma si avrà l’opportunità di continuare sul cammino e infine si otterrà l’illuminazione per sè stesso e per il beneficio di tutti gli esseri senzienti! La nascita umana che avete adesso è molto preziosa e rara nel senso che ognuno potrebbe raggiungere l’illuminazione in questo corpo e in questa vita! Lama Khemsar Rimpoche

Il Bardo è adatto a chiunque abbia deciso consapevolmente di voler conoscere in profondità se stesso, in quanto eternità. Non ha alcuna importanza a quale credo, religione, maestro l’individuo appartiene, l’Insegnamento del Bardo è Universale. Ciò che occorre è soltanto la disponibilità ad ascoltare con cuore puro e mente innocente.

Benedizioni Ma Vedanta Prem